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lunedì 2 agosto 2010

Credito al consumo: maggiori tutele per acquisti a rate

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea 2008/48 in materia di contratti di credito ai consumatori e di modifiche al Titolo VI del Testo unico bancario per una piu’ rigorosa disciplina dei soggetti che operano nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Le nuove regole prevedono il diritto di recesso dal contratto entro due settimane. “Il consumatore – si legge nell’articolo 14 – dispone di un periodo di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di credito senza dare alcuna motivazione. Tale periodo di recesso ha inizio: a) il giorno della conclusione del contratto di credito; oppure b) il giorno in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali e le informazioni di cui all’articolo 10, se tale giorno è posteriore a quello indicato nella lettera a) del presente comma”.

Inoltre, nei contratti di credito finalizzato, in caso di inadempimento da parte del fornitore, il consumatore - dopo avergli inviato una diffida di adempiere all’obbligazione - avrà diritto alla risoluzione del contratto di credito e di ottenere dal finanziatore il rimborso delle rate già pagate. E' il caso dei viaggi bufale o quello dell’automobile acquistata a rate e mai arrivata, anche se il finanziamento sottoscritto andava avanti lo stesso.

Esiste poi la possibilità di rimborsare anticipatamente l’importo dovuto. L’articolo 16 della direttiva recita: “Il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto. In caso di rimborso anticipato del credito, il creditore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito, sempre che il rimborso anticipato abbia luogo in un periodo per il quale il tasso debitore è fisso. L’indennizzo non può superare l’1% dell’importo del credito rimborsato in anticipo, se il periodo che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno.


Se il periodo non è superiore a un anno, l’indennizzo non può superare lo 0,5 % dell’importo del credito rimborsato in anticipo”. Inoltre “gli Stati membri possono prevedere che il creditore possa esigere detto indennizzo soltanto a condizione che l’importo del rimborso anticipato superi la soglia stabilita dalla legislazione nazionale. Tale soglia non supera l’importo di 10 000 EUR in dodici mesi”.


sp/red




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