Una delle forme di credito più diffuse sono le carte revolving. Queste non sono altro che delle normali carte di credito che mettono a disposizione un fido da utilizzare per le spese, per acquisti di beni o servizi presso esercizi che appartengono al circuito di spendibilità della carta (Visa, Mastercard, American Express, ecc.). Permettono quindi di spendere denaro indipendentemente dall'importo disponibile sul proprio conto corrente e restituire ratealmente il debito.
Il rimborso rateale è calcolato, secondo un tasso di interesse precedentemente concordato, sulla parte di linea di credito utilizzata nel mese. Il possessore della carta revolving può comunque restituire entro la fine del mese le somme spese e non pagare alcun interesse.
I limiti di credito concessi su una carta revolving sono stabiliti dalla società emettitrice valutando l' affidabilità finanziaria del richiedente. Generalmente prevedono fidi di 3.600 o 5000 euro.
La carta revolving permette anche di prelevare degli anticipi di denaro contante dagli sportelli automatici. La possibilità di prelevare denaro contante, comunque, è una funzionalità che spesso si rivela parecchio costosa. Oltre al costo fisso addebitato per ogni prelievo, viene anche richiesto un costo in percentuale sul prelevato. Se poi tale importo è oggetto di rimborso rateale, il costo complessivo di quell’ammontare può risultare davvero oneroso.
La rata minima rimborso degli importi spesi con una carta revolving viene generalmente stabilita dal richiedente alla sottoscrizione del contratto. Potrà essere scelta con un valore fisso (esempio 100 euro mensili) oppure in percentuale rispetto all'importo dovuto. In quest'ultimo caso, generalmente, la rata minima mensile è del 5% del fido concesso. Via via che si procede al rimborso, il conto si alimenta nuovamente e consente successivi nuovi utilizzi.
La quota associativa di ciascuna carta revolving è estremamente variabile: alcune carte revolving non prevedono alcun pagamento, altre sono gratuite solo per il primo anno e prevedono quote dai 15 ai 35 euro a partire dal secondo anno. Le carte revolving possono essere richieste dai lavoratori dipendenti o autonomi titolari di un conto corrente bancario.
Prima di scegliere una carta revolving, i primi elementi da analizzare sono il (Tasso Annuo Nominale) e il (Tasso Annuo Effettivo Globale). Occorre poi considerare il costo annuale. Nella valutazione di questa variabile, però, non bisogna concentrare l'attenzione solo alla sola quota annua. Costi contenuti, o addirittura uguali a zero, a volte possono nascondere maggiori tassi di interesse, costi di invio estratto conto elevati, costi per emissione duplicati o eccessive commissioni per prelievo contante dagli ATM tali da rendere la carta di credito piuttosto costosa.